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Scuola Calcio
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Più ti diverti più ti alleni…Più ti alleni più migliori…
Più migliori più ti diverti
COMUNICATI L.N.D.
Eventi

SEGRETERIA

3381919715

CAMPO SPORTIVO

Villa comunale di Vetralla

ORARIO

15:00 – 17.30

“Presentazione della scuola calcio Fontus presso la Villa Comunale di Vetralla. ”

Presentazione del 25 settembre 2018Prima parte

Pubblicato da Fontus su Mercoledì 26 settembre 2018

“La scuola calcio di Vetralla”

Presso il campo del Vetralla 1928

CIRO IMMOBILE con gli scugnizzi Fontus

Pubblicato da Fontus su Sabato 10 novembre 2018

Esordio vittorioso del Vetralla 1928, salutato dai pulcini 2008/09 della Fontus.

Pubblicato da Fontus su Domenica 30 settembre 2018

Neanche pioggia e vento fermano i 2011/12 della Fontus e del Bassano Romano.

Pubblicato da Fontus su Sabato 27 ottobre 2018

Grazie al VETRALLA 1928Prima di campionato 2006 in notturna contro il Calcio Flaminia.

Pubblicato da Fontus su Domenica 11 novembre 2018

Qualunque sport si pone come obiettivo la crescita armonica non solo del fisico, ma anche della personalità dell’individuo, della sua sfera emotiva e sociale.Praticare uno sport offre al bambino l’opportunità di socializzare con altri coetanei, insegna a “lavorare” insieme per un progetto comune e a rispettare le regole del gioco. Ma insegna anche ad aver rispetto per sé stessi e per gli altri, non sentirsi invincibili di fronte ai compagni solo perché si riesce bene nella pratica sportiva e a non sentirsi degli sconfitti solo perché si è più lenti degli altri”.

Pubblicato da Fontus su Venerdì 16 novembre 2018

Un giornalista chiese alla teologa tedesca Dorothee Solle: “Come spiegherebbe a un bambino che cosa è la felicità?”. “Non glielo spiegherei” rispose. “Gli darei un pallone per farlo giocare”.

Pubblicato da Fontus su Sabato 20 ottobre 2018

Al giorno d’oggi la quasi totalità dei bambini a questa età ha già frequentato la scuola materna pertanto ha già affrontato, di massima, il problema del rapporto con il gruppo e delle regole che lo caratterizzano. Ora le regole diventano sempre più importanti e sempre più specifiche, guidando il bambino, attraverso le sue esigenze e peculiarità, alla scoperta del mondo che li circonda fino alla graduale collaborazione con i compagni che avverrà al termine della fase egocentrica.L’Istruttore dovrà quindi essere molto sensibile al modo di formulare giochi e regole: i bambini sono al campo per giocare e divertirsi. Sarà opportuno ascoltare e percepire le loro aspettative e, nel rispetto degli obiettivi che ci si propone di raggiungere, apportare le eventuali varianti che faciliteranno il compito dell’istruttore nel proporre le esercitazioni, che di conseguenza renderanno più stimolante l’attività per i Piccoli Amici che si divertono, e soprattutto imparano, giocando a calcio (e non solo).I giochi e le attività proposte dovranno dare la possibilità a bambini e bambine di imparare giocando e di comprendere le regole principali che determinano le dinamiche del gruppo.Il bambino, trovandosi in un primo momento spaesato ed in un mondo totalmente nuovo, avrà necessità di ambientarsi e per questo dovrà avere la possibilità di esprimersi e di conoscere gli altri. Giochi semplici, con poche e necessarie regole, facilitano questo primo approccio. L’istruttore dovrà far capire giochi e regole attraverso un modo semplice e accattivante, simpatico e dinamico, in cui l’attenzione verso le regole non dovrà mai superare la voglia di competere e di giocare. I bambini non dovranno essere mai annoiati. È quindi utilissimo, ad esempio, far decidere e scoprire le regole agli stessi bambini (sempre sotto la guida dell’Istruttore). È altrettanto importante, tuttavia, dare ai bambini le opportune spiegazioni sulle regole principali che determinano l’attività. Sapere come e perché vengono applicate determinate regole fa crescere nei bambini la consapevolezza di cosa stanno facendo e di conseguenza una loro maggiore responsabilizzazione che facilita, successivamente, la realizzazione dei compiti che verranno loro assegnati di volta in volta (come avviene, ad esempio, nei giochi a stazioni che particolarmente in questa età trovano grande spazio nella programmazione didattica).L’istruttore dovrà pertanto essere un educatore piuttosto che un allenatore, molto di più di quanto lo siano gli altri tecnici che si occupano delle categorie di base.

Pubblicato da Fontus su Sabato 17 novembre 2018

“Nel calcio e` la precisione a fare la differenza ed i dettagli costituiscono la perfezione. Il gesto tecnico e` unico ed irripetibile, non sara` mai identico ad un gesto fatto in precedenza;fattore determinante per effettuarlo e` il pensiero.”

Attilio Sorbi, settore tecnico F.I.G.C.

SEGRETERIA

3381919715

CAMPO SPORTIVO

Villa comunale di Vetralla

ORARIO

15:00 – 17:30

SCUOLA CALCIO

 La FONTUS VETRALLA 1928 scuola calcio  si pone degli obiettivi e delle priorità all’interno del settore giovanile. Gli obiettivi elencati sono i punti cardine su cui va basato l’intero lavoro della nostra società in ambito giovanile e rispecchia la mentalità e il comportamento di tutte le persone che gravitano attorno alla società stessa.

OBIETTIVI

  • Inserimento dei giovani nel mondo dello sport utilizzando metodologie specifiche in relazione all’età e alle caratteristiche dei singoli ragazzi e puntando sull’aspetto ludico del calcio. In passato le società erano improntate sul principio dell’agonismo esasperato, l’importante era il risultato, e la possibilità di vendere giocatori mentre oggi si deve privilegiare la fisolofia dello strumento calcio come mezzo formativo in tutti i suoi elementi;
  • Inserimento nella prima squadra e nella juniores regionale, del maggior numero di ragazzi provenienti dal proprio settore giovanile ed eventuale collocazione presso società calcistiche più prestigiose;
  • Attestazione e conferma della società come importante “polo” di riferimento tra tutti i ragazzi di Vetralla e dei paesi limitrofi che intendono praticare una seria attività calcistica attraverso il divertimento ed un costante e professionale addestramento;
  • Inserire all’interno della società persone capaci e idonee, con comprovata esperienza nella specifica mansione in modo da potenziarne le fragilità e conseguire un risultato ottimale sotto tutti i punti di vista.
  • Creare un ambiente in cui il rispetto per sé e per gli altri sia al primo posto, rispetto significa anche rispetto dei ruoli, delle competenze degli avversari e degli arbitri. La società intende ricercare la vittoria con il gioco, con le qualità tecniche, con l’impegno e la lealtà sportiva, accettando il risultato di gioco, qualunque esso sia;
  • Crescere i ragazzi a noi affidati per renderli alla fine del percorso calcistico persone migliori.

Dobbiamo formare giocatori, non squadre vincenti!

Nei settori giovanili italiani le società hanno come obiettivo solo il risultato, costringendo gli allenatori a lavorare esclusivamente in funzione di esso, dimenticando che i veri protagonisti del calcio sono i giocatori. Se per gli adulti delle prime squadre il risultato immediato giustifica qualsiasi modalità operativa, con i Settori Giovanili non può essere accettato, qui si deve seguire una filosofia comune ben diversa.

Obiettivo

Al di là delle capacità tecnico-tattiche del ragazzo, il nostro obiettivo è renderlo protagonista nel lavoro. Il giovane deve saper scegliere, deve essere autonomamente in grado di capire il calcio, che non è giocare in un 1-4-4-2 o in un 1-4-3-3, non è adeguarsi per forza alle idee dell’allenatore ma saper interpretare in modo autonomo e creativo un gioco bellissimo.

Scegliere

Scegliere attraverso le interazioni che nascono con i propri compagni, attraverso i legami creatisi fra loro, attraverso situazioni che sempre diverse si generano e si trasformano continuamente. Utilizzare in autonomia le porte e le strade che i propri compagni e gli avversari aprono e chiudono in continuazione.

Sapere…saper fare… saper far fare

La nostra filosofia

Valori e competenza al servizio dei bambini e delle famiglie: questo è lo spirito della Scuola Calcio FONTUS. 

Proponiamo una Scuola Calcio all’avanguardia, in cui l’obiettivo non è solo la crescita calcistica dei bambini, bensì anche la cura dell’aspetto educativo e di quello culturale. Due sono i punti cardine che la contraddistinguono: la formazione e l’organizzazione di eventi sportivi-educativi-culturali.

I ragazzi sono seguiti da istruttori qualificati con metodologie specifiche adeguate all’età e alle capacità individuali. Costruzione di un file personale contenente profilo tecnico motorio cognitivo psicologico comportamentale dell’atleta.

Importante 

Non è cosa si allena, ma come si allena

In attesa testo

In attesa testo

Morfologia

  • Peso
  • Altezza
  • Rapporto arti-tronco
  • Baricentro

Capacità motorie

  • Coordinative
  • Mobilità articolare
  • Condizionali

Caratteristiche della personalità del giocatore.

Aspetti del giocatore che servono per la valutazione:

  1. Senso di appartenenza
  2. Desiderio di migliorarsi
  3. Curiosità
  4. Competitività
  5. Desiderio di emergere
  6. Capacità di attenzione e di concentrazione
  7. Capacità di comprensione
  8. Capacità di collaborazione e cooperazione
  9. Capacità di semplificare i compiti
  10. Competitività
  • Ogni lavoro o proposta esercitativa è conseguenza logica e frutto di quanto fatto in precedenza e nello stesso tempo deve servire da base a quanto avverrà dopo
  • Rendere consapevoli i calciatori del “cosa” serve al loro miglioramento e del “come” e “perché” fare una determinata cosa
  • Interessare e coinvolgere i calciatori durante gli allenamenti e nelle scelte di gioco (stimolare la loro motivazione ed ottenere condivisione)
  • Variare e cambiare le proposte di lavoro pur mantenendo costante lo scopo ( favorire l’intensità di concentrazione dei calciatori per evitare la saturazione)
  • Essere chiari-coincisi-completi sia nella comunicazione verbale che nella presentazione, esecuzione e correzione delle esercitazioni
  • Non solo spiegare ma eseguire  (far vedere), L’imitazione facilita l’apprendimento
  • Tenere conto delle diverse capacità di risposta e di reazione dei calciatori e dei vari fattori che influenzano tali risposte
  • Instaurare una positiva interazione con i collaboratori sulla base di comportamenti corretti, ben definiti e rispettosi dei ruoli

Università del calcio 

Per quelli che il calcio lo amano così tanto da essere pronti a studiarlo

Glossario
“Fontus scuola calcio”

Presso il campo del Vetralla 1928

Al giorno d’oggi la quasi totalità dei bambini a questa età ha già frequentato la scuola materna pertanto ha già affrontato, di massima, il problema del rapporto con il gruppo e delle regole che lo caratterizzano. Ora le regole diventano sempre più importanti e sempre più specifiche, guidando il bambino, attraverso le sue esigenze e peculiarità, alla scoperta del mondo che li circonda fino alla graduale collaborazione con i compagni che avverrà al termine della fase egocentrica.
L’Istruttore dovrà quindi essere molto sensibile al modo di formulare giochi e regole: i bambini sono al campo per giocare e divertirsi. Sarà opportuno ascoltare e percepire le loro aspettative e, nel rispetto degli obiettivi che ci si propone di raggiungere, apportare le eventuali varianti che faciliteranno il compito dell’istruttore nel proporre le esercitazioni, che di conseguenza renderanno più stimolante l’attività per i Piccoli Amici che si divertono, e soprattutto imparano, giocando a calcio (e non solo).
I giochi e le attività proposte dovranno dare la possibilità a bambini e bambine di imparare giocando e di comprendere le regole principali che determinano le dinamiche del gruppo.
Il bambino, trovandosi in un primo momento spaesato ed in un mondo totalmente nuovo, avrà necessità di ambientarsi e per questo dovrà avere la possibilità di esprimersi e di conoscere gli altri. Giochi semplici, con poche e necessarie regole, facilitano questo primo approccio. 
L’istruttore dovrà far capire giochi e regole attraverso un modo semplice e accattivante, simpatico e dinamico, in cui l’attenzione verso le regole non dovrà mai superare la voglia di competere e di giocare. I bambini non dovranno essere mai annoiati. È quindi utilissimo, ad esempio, far decidere e scoprire le regole agli stessi bambini (sempre sotto la guida dell’Istruttore). È altrettanto importante, tuttavia, dare ai bambini le opportune spiegazioni sulle regole principali che determinano l’attività. Sapere come e perché vengono applicate determinate regole fa crescere nei bambini la consapevolezza di cosa stanno facendo e di conseguenza una loro maggiore responsabilizzazione che facilita, successivamente, la realizzazione dei compiti che verranno loro assegnati di volta in volta (come avviene, ad esempio, nei giochi a stazioni che particolarmente in questa età trovano grande spazio nella programmazione didattica).
L’istruttore dovrà pertanto essere un educatore piuttosto che un allenatore, molto di più di quanto lo siano gli altri tecnici che si occupano delle categorie di base.

Oltre 13.100 società- 1.100.000 calciatori tesserati
25.000 tecnici – 230.000 dirigenti

Oltre 71.000 squadre che disputano ogni anno circa 585.000 gare ufficiali di cui 380.000 di solo Settore giovanile

TESTIMONIAL

“La preparazione atletica nel calcio non può essere lasciata a preparatori che vengono da altri sport, nemmeno dall’atletica, tante sono le differenze muscolari, aerobiche e psicologiche. Fra dover essere ad un livello accettabile ogni tre giorni e al massimo una volta l’anno c’è un mondo”


Carlo Vittori, Trainer F.I.A.

“E’ possibile insegnare a un tacchino a salire sulla cima di un albero, ma per questo lavoro preferirei assumere uno scoiattolo”


Gian Paolo Montali, Allenatore

“La Cultura degli Alibi è un attitudine Mentale che nei team porta al mancato raggiungimento dei risultati e alla frustrazione”


Julio Velasco, Allenatore